SPF del solare


Cosa significa esattamente la sigla “SPF“?

Dall’inglese “Sun Protection Factor” indica il tempo, espresso in minuti, che puoi stare esposto al sole prima di iniziare a sviluppare l’eritema. L’eritema è la prima reazione della pelle che ti sta avvertendo che stai esagerando, motivo per cui devi correre a limitare l’esposizione ai raggi UV. Ma come si calcola?

Ognuno di noi, in base al fototipo, ha un proprio tempo di esposizione ai raggi UV  senza applicazione di alcun tipo di crema prima di sviluppare l’eritema. Per semplificare il discorso, immagina che la razza celtica e tutte le persone che si arrossano e si scottano anche sotto l’ombrellone, hanno un tempo inferiore a 5′: significa che superati questi inizia l’eritema. (Ho scritto inizia… e non che bisogna arrivare a diventare gamberetti per calcolare il tempo). Per la razza caucasica questo tempo si aggira attorno ai 10-15′ mentre per la razza nera il tempo è maggiore a seconda di quanta eumelanina (=pigmento scuro) è presente. A titolo d’esempio ti posso dire che nella razza nera sono state individuate ben 35 nuance di marrone, dal mulatto al colore nero intenso, quindi non posso quantificarti i minuti, ma sicuramente indicarti che il tempo supera i 30′ di esposizione solare senza crema.

L’SPF indica perciò i minuti che puoi stare al sole con la crema solare ed il tempo è proprio calcolato moltiplicando il tempo di esposizione senza crema x il numero dell’SPF.

Ti faccio alcuni esempi per chiarire il discorso del tempo di esposizione, è più facile di quanto tu pensi:

  • soggetto caucasico e SPF =20: si moltiplicano i 10-15′ x 20 = 200-300′  ovvero la persona può stare esposta al sole per 3-5 ore con la crema solare prima che sviluppi l’eritema
  • soggetto celtico e SPF =50: si moltiplicano i 4-5′ x 50 = 200-150′ ovvero la persona potrà stare esposta al sole per 3-4 ore con la protezione solare prima di iniziare a sviluppare l’eritema

Questo concetto è però abbastanza teorico perchè ci sono diverse variabili che possono abbassarne la reale protezione e quindi il tempo di esposizione.

  • quanta crema metti? immagina come unità di misura un cucchiaio per zona del corpo. 1 cucchiaio per un braccio intero, un secondo cucchiaio per l’altro braccio, un cucchiaio per l’addome e via dicendo. La domanda è tu lo fai? e quanta gente in realtà lo fa?
  • quanto è realmente e concretamente “resistente all’acqua” il solare?
  • quante volte lo riapplichi in una giornata?

Ora la domanda cruciale… con quale SPF partire? semplice, parti sempre con l’SPF più elevato possibile per garantire l’assenza di eritema e non recare danni solari alla tua pelle. L’eritema e l’abbronzatura sono due cose diverse, non è che senza l’eritema non ti abbronzi ma semplicemente senza l’eritema togli quella componente rossa alla pelle e che tu pensi sia abbronzatura ma che in realtà è semplicemente vasodilatazione. La formazione di melanina inizia ben dopo 72 ore dall’esposizione ai raggi UV, non prima.

Esiste un SPF 1000? solo l’immagine qui sotto è realmente un SPF 1000!

Tieni conto che tutti i solari seguono la curva sottostante per cui, come puoi vedere, dopo l’SPF 30 non cambia gran che. Il solare con SPF 20 blocca il 95% dei raggi UV mentre il SPF 30 ne blocca il 97% e come vedi la differenza è minima. Assicurati invece che sia realmente e concretamente resistente all’acqua, perchè non ha senso avere un SPF elevatissimo quando poi questo non ti rimane adeso alla pelle, ma viene sciolto in poco tempo dall’acqua (di mare, sudore ecc…). Tra un prodotto con SPF 20 che ha tenuta superiore ad uno con SPF 50 che ha poca tenuta, è preferibile utilizzare quello a SPF più basso perchè la scelta deve comprendere non solo la classe di protezione ma anche la resistenza reale e concreta all’acqua.

La protezione dell’SPF è solo nei confronti degli UV-B, non UV-A. Per questi ultimi troverai il cerchietto con la scritta UV-A per indicare che i raggi UV-A sono filtrati per almeno 1/3 della capacità filtrante i raggi UV-B. Significa che se questi ultimi arrivano sulla pelle in quantità del 2%, quelli UV-A del 6%.

Buona esposizione e ricorda sempre che la pelle è molto “fotoimpressionabile” per cui una volta che l’hai strapazzata, macchiata, offesa con dosi eccessive di raggi UV, ti restituirà tutto dopo i 40 anni regalandoti macchie, invecchiamento precoce cutaneo e nei casi peggiori carcinomi cutanei.

sito consigliato:

www.cosmesivegana.it

by Berenice

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